Estensione obbligo revisione legale (vecchie e nuove soglie)

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Cosa cambia per le pmi e come adeguarsi

Con l’estensione obbligo revisore legale cambieranno molte cose per piccole e medie imprese italiane. Di fatto, queste dovranno approntare un sistema a loro sconosciuto, che è tipico invece di multinazionali e grandi società, da sempre attente alle problematiche della crisi aziendale e in possesso delle risorse necessarie.

Risorse che mancano alle pmi, che dispongono di un organico ridotto all’osso, che può occuparsi soltanto della gestione quotidiana. Da oggi queste imprese verranno affiancate da un consulente esterno, nella figura dell’organo di controllo, che si occuperà proprio di analizzare tutte le eventuali criticità di gestione.

L’estensione obbligo revisore legale prevede quindi la nomina di un revisore legale per le imprese che per due anni consecutivi abbiano:

  • Più di 4 milioni di euro di ricavi o di attivo allo stato patrimoniale;
  • Più di 20 dipendenti in media.

Soglie più stringenti, che hanno lo scopo di applicare anche alle pmi un sistema che sembra funzionare per le imprese più grandi.

Il revisore unico nominato grazie alla nuova normativa può essere liberamente scelto dall’impresa, a patto che:

  • Sia iscritto al Registro dei Revisori Legali, istituito dal MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze);
  • Abbia esperienza in revisione contabile
  • Non sia implicato in rapporti di affari o personali con l’impresa oggetto di revisione.

Al di là di queste condizioni, la società può scegliere a suo piacimento l’organo di controllo, che può essere rappresentato da un consulente indipendente o invece da una società di revisione.

Indipendentemente dal soggetto, l’organo di controllo deve esercitare, appunto, un’attività di controllo preventiva. Questa è volta a identificare tempestivamente i segnali di crisi, in modo da adottare subito delle misure.

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L’attività del revisore

Innanzitutto, il revisore unico segnalerà all’amministrazione la problematica riscontrata. Se questa non dovesse intervenire, è compito del revisore procedere con una seconda segnalazione, da effettuare presso l’Organismo di Composizione della Crisi d’Impresa.

Inoltre, l’estensione obbligo revisore legale prevede che la definizione di fallimento debba essere accantonata, in favore di quella di insolvenza, intesa come la condizione in cui l’impresa non riesce più a sostenere i costi tenendo conto dei ricavi ottenuti.

La normativa che regola l’obbligo è il decreto legislativo n.14 del 2019, a sua volta attuazione della legge n.155 del 2017.

Il decreto è la risposta del Governo alla richiesta del Parlamento di fornire un aiuto alle pmi, in particolare per evitare le situazioni di crisi aziendali.