Obbligo revisore Srl 2019Quando si attiverà l’obbligo 2019?

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Limiti, decorrenza e caratteristiche della nomina

Con l’obbligo revisore legale srl 2019 si aprono una serie di nuove prospettive per tutte le piccole e medie imprese che sono organizzate sotto la forma giuridica delle srl.

Queste si vedono infatti costrette alla nomina di un revisore legale, scelta che in passato era lasciata alla discrezione dell’Assemblea dei soci.

Ciò comporta una serie di cambiamenti nella gestione stessa dell’impresa che, se da un lato diventa più impegnativa, dall’altro comporta una serie di vantaggi, tra cui un maggiore controllo.

Ma quando si attiverà l’obbligo revisore srl 2019? Come viene disciplinata la sua nomina? Quali sono le caratteristiche che il revisore deve rispettare?

Tutto è cominciato nel 2017, quando viene approvata la legge numero 155 del 19 ottobre, di cui il decreto legislativo n. 14/2019 è attuazione.

Con questa legge il Parlamento aveva incaricato il governo di creare una nuova normativa riguardante la crisi d’impresa e l’insolvenza. Il testo creato ha poi finito per coinvolgere inevitabilmente anche la funzione dell’organo di controllo delle S.r.l..

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Le conseguenze del nuovo obbligo revisore srl 2019

Quali sono le conseguenze di questa misura? Ovviamente, si parla dell’ampliamento della platea di srl soggette alla procedura della revisione legale. Ciò, a sua volta, dovrebbe portare le imprese a essere più reattive nei confronti delle situazioni di crisi e, in ultima analisi, riuscire a salvaguardarsi meglio dai pericoli.

Lo scopo

Con la creazione e la successiva entrata in vigore dell’obbligo revisore srl 2019 il legislatore ha voluto creare degli strumenti a tutela delle imprese, per permettere loro di individuare più prontamente le situazioni di potenziale crisi. Inoltre, ha anche predisposto degli specifici strumenti a tutela dell’azienda, che dovrebbero, attraverso le attività intraprese, fornire un aiuto sensibile agli imprenditori nel management delle loro imprese.

Cosa significa questo nella pratica? Significa che all’imprenditore vengono forniti degli strumenti con una funzione di controllo. Non appena questi percepiscono un potenziale pericolo., si attiva una procedura di controllo che dovrebbe portare alla soluzione della crisi.

Cosa prevede

Ma nella pratica cosa prevede la legge 155? Cosa si intende per obbligo revisore srl 2019 e quali sono i campi di applicazione della normativa?

La nuova legge è stata denominata Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza. L’intervento non è la prima espressione del legislatore su questa materia: la legge infatti va a modificare l’articolo 2477 del nostro Codice Civile.

In sostanza viene introdotto l’obbligo di istituire una figura di controllo – sindaco unico, revisore e collegio sindacale – alle srl che soddisfano anche uno solo dei seguenti requisiti:

  • Rientra nell’obbligo di redazione del bilancio consolidato;
  • Controlla una società a sua volta obbligata alla revisione legale;
  • Per almeno due esercizi consecutivi ha superato 4 milioni di euro all’attivo dello stato patrimoniale;
  • Per almeno 2 anni consecutivi ha avuto un ricavo di vendite e prestazioni superiore a 4 milioni di euro;
  • Occupa in media durante l’esercizio più di 20 dipendenti.

Ciò che è stato fatto è quindi un abbassamento delle soglie. Il nuovo obbligo revisore srl 2019 non ha fatto altro che prendere i precedenti requisiti previsti dal codice civile ed effettuare le dovute modifiche.Precedentemente, infatti, i limiti revisore srl erano infatti così determinati:

  • 4,4 milioni di euro all’attivo dello stato patrimoniale;
  • 8,8 milioni di ricavi di vendite e prestazioni;
  • 50 dipendenti in media.

Inoltre, era necessario soddisfare almeno due dei requisiti sopra elencati.

Quando entra in vigore la norma?

Oltre al contenuto, si è discusso molto anche riguardo alla decorrenza dell’obbligo revisore per le srl. La normativa, infatti, ha previsto diversi tempi di attuazione ed entrata in vigore.

A sciogliere ogni dubbio ci pensa l’articolo 3 del decreto legislativo 14/2019.

Secondo questa disposizione, le Srl e le cooperative costituite prima del 13 gennaio del 2019, ossia il giorno di entrata in vigore della legge, hanno nove mesi di tempo per adeguarsi a ciò che la legge stessa dispone.

Inoltre, le imprese e società cooperative che nel 2017 e nel 2018 hanno superato almeno una delle soglie previste dal Codice dovranno modificare il loro statuto e l’atto costitutivo e contestualmente provvedere alla nomina del revisore legale.

Se l’impresa non procede alla nomina sarà il tribunale competente a procedere con una nomina d’ufficio.

L’organo di controllo

Ora che abbiamo capito cosa prevede la legge e quando entra in vigore, resta da capire quale sarà il ruolo del revisore legale, come procedere alla sua nomina e quali compiti dovrà svolgere.

In realtà, più che di revisore è corretto espandere la definizione a organo di controllo o ODC. Questo può infatti essere rappresentato sì dal revisore legale, ma anche dal sindaco unico o da un collegio sindacale.

La scelta di quale tipologia di organo di controllo utilizzare è a discrezione dell’impresa. In ogni caso, esistono delle differenze:

  • Il sindaco unico o il collegio sindacale possono e devono intervenire sia da un punto di vista contabile che da un punto di vista legale. Ciò significa che sono tenuti a vigilare anche sul rispetto delle leggi e dello statuto.
  • Il revisore legale invece effettua un controllo puramente contabile, indipendentemente dalla scelta (persona singola o società di revisione).

I requisiti dell’organo di controllo

L’obbligo revisore srl 2019 prevede che l’organo di controllo debba essere iscritto al Registro dei Revisori Legali, istituito dal Ministero dell’economia e delle finanze. Inoltre, il revisore deve possedere una comprovata esperienza. Ciò si traduce nella capacità di operare secondo i principi di revisione vigenti e di tenere traccia del suo lavoro attraverso la redazione di report, che potranno poi essere esaminati dagli organi competenti.

Inoltre, è anche previsto che il revisore non debba intrattenere alcun tipo di rapporto, di natura parentale, relazionale o di affari con l’impresa oggetto di revisione. Potrebbe sembrare scontato, ma la presenza di questa norma mira a tutelare il rispetto della legge, impedendo un giudizio in qualche modo “corrotto”.

Il ruolo del revisore

Cosa deve fare l’organo di controllo una volta nominato e insediatosi? Ovviamente presiedere alle attività di revisione contabile! Ma in cosa consistono queste ultime?

Si tratta di una serie di compiti, che prevedono innanzitutto un’analisi preliminare sull’impresa e sui potenziali rischi in cui potrebbe incorrere.

Successivamente, procederà alla pianificazione di verifiche a cadenza periodica, e ovviamente vigilerà sulla correttezza della contabilità e revisionerà il bilancio di esercizio.

A seguito di questo controllo potrà quindi rilasciare la certificazione di bilancio, che deve essere consegnata, insieme al bilancio stesso, presso il Registro delle Imprese.

I vantaggi di un bilancio certificato risiedono certamente nella reputazione che l’impresa assume attraverso questo documento nei confronti di terzi, tra cui banche, fornitori e clienti.

La crisi d’impresa

La nuova legge si chiama Codice della Crisi d’impresa, per cui contiene ovviamente al suo interno delle disposizioni riguardanti proprio l’istituzione di strumenti per scongiurare il rischio di crisi aziendale.

Tra queste spicca l’introduzione di misure organizzative volte alla rilevazione dei pericoli, da attuare monitorando periodicamente l’andamento del volume d’affari.

La legge ha stabilito che a tal proposito verranno definiti degli indici o altri indicatori sintetici da monitorare, da parte del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti. Ovviamente gli indici dovranno essere periodicamente adeguati alle mutate condizioni economiche.

Nel momento in cui l’organo di controllo si trovi a rilevare una situazione di potenziale crisi, dovrà immediatamente segnalarlo agli organi amministrativi. Se questi non effettueranno alcuna azione, l’organo di controllo dovrà procedere con una segnalazione esterna, questa volta presso l’OCRI, ossia l’organismo di composizione della crisi d’impresa appositamente costituito.

In questo modo si viene a creare un sistema di tutela che poggia sull’azione di diversi attori, e dovrebbe, nell’intento del legislatore, aiutare a prevenire le situazioni di crisi.