Riforma codice crisi di impresa e della insolvenza 2019

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Riforma codice crisi d’impresa e dell’insolvenza

La riforma codice crisi d’impresa e dell’insolvenza 2019 è la nuova legge che va a modificare in maniera sostanziale le modalità di gestione di molte piccole e medie imprese. Con questa nuova norma il Governo ha cercato di porre un freno a quella che sembra l’inarrestabile situazione di crisi delle pmi, attraverso l’estensione di un obbligo già esistente per altre tipologie di imprese.

Con la riforma codice crisi d’impresa e dell’insolvenza 2019 si prevede l’obbligo per le Srl della nomina di un revisore unico.

In passato la norma era disciplinata dall’articolo 2477 del Codice Civile. Questo disponeva che erano tenute alla revisione legale le aziende che avevano:

  • Un attivo patrimoniale maggiore di 4,4 milioni di euro
  • Ricavi maggiori a 8,8 milioni di euro
  • Numero di dipendenti maggiore di 50.

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Cosa è cambiato

La riforma codice crisi d’impresa e dell’insolvenza 2019 ha modificato i limiti precedentemente previsti, facendo così rientrare nell’obbligo un numero maggiore di imprese.

Quali sono quindi le nuove soglie?

  • Più di 4 milioni di euro di ricavi o di attivo stato patrimoniale
  • Più di 20 dipendenti occupati.

Questa volta è sufficiente soddisfare anche uno solo dei requisiti, ma l’obbligo viene meno quando i limiti non vengano superati per tre anni.

Grazie alla riforma codice crisi d’impresa e dell’insolvenza 2019 tutte queste imprese sono adesso tenute alla nomina di un organo di controllo. Questo deve possedere alcuni requisiti:

  • Deve essere iscritto al Registro dei Revisori Legali, istituito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze
  • Deve avere una solida esperienza in materia di revisione
  • Non deve inoltre avere relazioni personali o professionali, dirette o indirette, con l’impresa da revisionare.

In questo modo si assicura un controllo trasparente ed efficace, che riesca a raggiungere l’obiettivo prefissato dalla riforma codice crisi d’impresa e dell’insolvenza 2019.

Il nuovo Codice sulla Crisi d’Impresa, con l’introduzione della revisione, mira a fornire alle imprese uno strumento per tenere sotto controllo l’andamento aziendale e reagire prontamente alle situazioni di potenziale pericolo.

L’organo di controllo, infatti, dopo aver effettuato un’analisi aziendale preliminare, si occuperà di monitorare la gestione e di segnalare le eventuali criticità all’organo amministrativo.

Questo avrà un periodo di tempo per rispondere adeguatamente. Se non viene compiuta nessun’azione, il revisore potrà inoltrare una segnalazione esterna all’Organismo di Composizione della Crisi d’Impresa.

Le imprese hanno un certo periodo di tempo per provvedere alla nomina, ma se ciò non dovesse avvenire, sarà il Tribunale a nominare un revisore d’ufficio.