Riforma legge fallimentare 2019

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La riforma legge fallimentare 2019: cosa cambia per le imprese

La riforma legge fallimentare 2019 è una delle novità più significative di quest’anno per la vita delle piccole e medie imprese. Si tratta di una riforma importante, perché andrà a impattare sulla vita di un grandissimo numero di imprese, che saranno costrette a regolarizzarsi e a modificare il loro modo di gestire i propri affari.

Grazie a questa legge si spera di salvare le piccole e medie imprese dal rischio di insolvenza, dando loro degli strumenti per rilevare i segnali di pericolo.

La riforma legge fallimentare 2019 è stata prevista dal decreto legislativo 14 del 2019. Questo è stato emanato al Governo in attuazione della legge n.155 del 2017, approvata dal Parlamento per fornire un aiuto concreto alle imprese.

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    Cosa prevede la riforma legge fallimentare 2019

    Il decreto legislativo va a modificare la precedente legislazione in materia, tra cui l’articolo 2477 del Codice Civile.

    Secondo questo articolo, erano soggette all’obbligo di revisione le imprese che per due anni consecutivi avevano superato 8,8 milioni di euro di ricavi o 4,4 milioni di euro di attivo allo stato patrimoniale; o occupavano più di 50 dipendenti.

    La riforma legge fallimentare 2019 prevede invece dei nuovi limiti al di là dei quali scatta l’obbligo:

    • Più di 4 milioni di euro di ricavi o di attivo allo stato patrimoniale;
    • Più di 20 dipendenti occupati in media.

    Basta soddisfare anche solo una di queste condizioni per rientrare nell’obbligo, mentre secondo l’articolo 2477 era necessario soddisfare almeno due condizioni.

    La riforma legge fallimentare 2019 prevede inoltre che siano soggette alla nomina di un revisore anche le società che sono tenute alla redazione di un bilancio consolidato e quelle che controllano altre società sottoposte alla revisione legale.

    Moltissime novità, dunque, che vanno ad ampliare la categoria di imprese già soggette all’obbligo. Con l’introduzione della revisione legale si mira a fornire alle società uno strumento per individuare più facilmente le situazioni di potenziale crisi e intervenire così per tempo.

    Non a casa la riforma legge fallimentare 2019 è stata definita Nuovo Codice sulla Crisi d’Impresa. Il Nuovo Codice si propone inoltre di superare la definizione di fallimento, con la sua accezione negativa, e sostituirla con il termine neutro insolvenza, definendola come la situazione in cui la società non riesce più a far fronte ai pagamenti tenendo conto dei ricavi.

    Con la riforma si nomina quindi un organo di controllo, che può essere un revisore unico o una società di revisione, che monitorino l’andamento aziendale allo scopo di segnalare le situazioni di pericolo.